Le donne protagoniste del lungo iter democratico

In Tunisia da un’antica tradizione femminista nascono oggi i nuovi attivismi delle donne

All’indomani del sesto anniversario dall’avvio del processo rivoluzionario, la Tunisia continua ad essere considerata un modello stabile e riuscito di transizione democratica, all’interno del quale la lotta per il riconoscimento dell’uguaglianza di genere resta una sfida cruciale.

Per quanto l’attivismo femminile sia da sempre solido e ben presente nel panorama dei movimenti sociali tunisini, l’emancipazione delle donne nel passato è stata utilizzata dai regimi dittatoriali post-indipendenza per creare consenso interno e esterno e assorbire le voci critiche anche femminili garantendo un quadro di stabilità.

I nuovi attivismi delle donne sviluppatisi dal 2011 compongono oggi un movimento fluido e diversificato che tenta di rinnovare e rivoluzionare il femminismo, esprimendo finalmente un pluralismo delle identità femminili a lungo oppresso dal potere autoritario.

A lato della società civile femminista storica, emersa negli anni ‘80 e concentrata principalmente su battaglie politiche per il miglioramento del quadro legale e per il rispetto dei diritti delle donne a livello formale, dopo la rivoluzione si sono sviluppati movimenti molteplici e diversificati di donne di una nuova generazione che in prima istanza si sono attivati per costruire spazi di discussione ed espressione alternativa sulla cittadinanza, sulle pratiche dei diritti, sulle economie locali e il riconoscimento delle donne nella vita delle comunità.

Forzando un dibattito pubblico sulle contraddizioni ataviche tra centro e periferia, tra urbano e rurale, tra identità individuali e collettive, tra pubblico e privato. È in questo quadro dinamico che COSPE, a partire dal 2012, ha avviato un percorso di lavoro nella regione di Jendouba, accompagnando e collaborando con un nucleo di donne attive e impegnate nella costruzione di uno spazio a completa disposizione e a misura delle donne della regione.

In un territorio a pochi chilometri dalla frontiera con l’Algeria, caratterizzato da forti ineguaglianze sociali ed economiche e una cultura sociale conservatrice, lo spazio donne “Casa Rayhana” diventa un punto di riferimento del territorio, in cui si condividono e valorizzano i saperi e le pratiche delle donne, attraverso attività di socializzazione, formazione, produzione culturale e progettazione.

Uno spazio indipendente che risponde a bisogni pratici e strategici di donne cittadine e delle zone rurali, giovani, adulte e dai profili più disparati che qui si incontrano e progettano una gestione partecipata della comunità, fanno sport, cucinano e registrano trasmissioni radiofoniche della prima emittente locale tutta al femminile della Tunisia, “Radio Rayhana”.

Con l’associazione “Rayhana” e molte altre attive in varie regioni della Tunisia, COSPE ha avviato poi percorsi di supporto a piccole economie femminili emergenti sui territori che si sviluppano in particolare sui prodotti alimentari e artigianali di filiere corte e pulite. Attraverso un lavoro all’interno delle comunità, le reti associative sui territori che COSPE sostiene a Jendouba, Kasserine, Sidi Bouzid, Mahdia, potenziano le realtà socio-economiche locali e stimolano alleanze tra i territori, partendo dall’auto-organizzazione e la valorizzazione delle culture tradizionali locali.

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