Società civile e media indipendenti. Quali sfide?

Le sfide della società e i media alternativi in Palestina, Marocco, Tunisia, Egitto: verso una strategia regionale”. Questo il titolo del report che è stato presentato oggi, 25 marzo e prima giornata ufficiale del Forum Mondiale di Tunisi, nell’ambito del seminario sul progetto Mednet organizzato da COSPE . Presenti i molti partner del progetto e altri soggetti della società civile dei quattro paesi coinvolta a vario titolo in queste tematiche. Tra loro The Egyptian Association for Community Participation Enhancement dall’Egitto, la Palestinian Youth Union dalla Palestina, Chabaka, dal Marocco, Association Liberté et Developpement, dalla Tunisia e AMARC internazionale. Si è discusso della situazione politica e legislativa dei singoli Paesi dei diritti ignorati in materia di associazionismo, libertà di espressione e di informazione. Il quadro emerso ricalca quello disegnato dal report. Ne abbiamo parlato con Maria Donata Rinaldi responsabile per COSPE del progetto Mednet.

Cosa emerge da questo primo report ?
Emergono ancora situazioni molto diverse e disomogenee e anche di più di quello che ci saremmo aspettati all’inizio di questo percorso, le situazioni politiche dei quattro Paesi coinvolti sono molto diverse: abbiamo l’Egitto in cui la limitazione di libertà è molto forte forse più adesso con regime dei militari e dal potere autoritario di Al Sisi, abbiamo la Palestina con la sua specificità di occupazione e il conflitto israeliano, che è molto pesante in tutto quello che riguarda la libertà in particolare per società di società civile e media, il Marocco che è un regno con ancora delle forti forme di controllo su libertà espressione e associazioni e Tunisia che è stata indicato anche in questo contesto come un modello e un esperimento per superamento di queste difficoltà ma che ha ancora problemi di sostenibilità a medio e lungo termine e quindi emergono situazioni disomogenea per trovare non unità ma possibili strategie di lavoro comune. Il quadro giuridico è quello che accumuna tutti. C’è infatti la forte necessità di trovare leggi per l’ accesso all’ informazione da parte di tutti i cittadini in tutti questi quattro Paesi pur con accenti diversi. necessità di maggiore libertà di espressione associazione informazione che deve essere garantita dalle legge quindi lo sforzo comune e la strategia regionale deve andare verso un’azione di advocacy e di riforma dei sistemi legislativi attuali.

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