Le donne in marcia contro l’austerity

318848_3884118335850_430043133_n“C’è una strada per guardare alla crisi della politica, dell’economia, del lavoro, della democrazia con la forza e la consapevolezza del femminismo?” Iniziava così la lettera di convocazione all’incontro femminista nazionale di Paestum dello scorso ottobre. “Firenze 10+10” ha dato una prima risposta a questa domanda e ha rappresentato un altro tassello nel lungo percorso che porterà ad un 8 marzo 2013 sicuramente diverso: la “Rete Europea delle donne”, nata per rivendicare il ruolo delle donne come protagoniste nella vita sociale, politica e lavorativa, ha proposto infatti una giornata europea di mobilitazione contro le politiche di austerity. Un vero e proprio grido d’allarme contro la crisi del debito dei Paesi europei, che costringe soprattutto le donne ad “accollarsi enormi quantità di lavoro gratuito per sopperire alla mancanza di welfare”. A Firenze, attiviste provenienti da tutto il continente europeo, hanno discusso di questi temi durante il workshop “Le donne di fronte alla crisi del debito e alle politiche di austerità: pratiche di resistenza e alternative femministe”. Mettendo in risalto la relazione tra politiche di austerità, decostruzione del welfare ed esistenza femminile. La femminilizzazione della precarietà è infatti ormai un fenomeno diffuso e ci chiama a riflettere su come l’economia si stia trasformando in una bio-economia dove non c’è più distinzione tra tempo lavoro e tempo di vita. Le attiviste europee hanno raccontato pratiche diverse di lotta: dalle iniziative di Agorà in Belgio, con i presìdi davanti a banche e altri luoghi simbolici e del lavoro, alle iniziative della Marcia Mondiale delle Donne portoghesi. Drammatica invece la situazione greca nei racconti delle delegate: in due anni e mezzo lo stato sociale è stato interamente distrutto e l’assistenza medica al parto ormai si paga con somme inaccessibili a molte donne. Ma la crisi riesce anche ad unire: l’8 marzo tutte promettono di dare battaglia.

di Redazione Cospe

Babel 3/2012