L’attivista Israeliana. Con le donne Arabe

DSC_0895Roni Ben Efrat, israeliana, femminista, attivista politica di Da’am, partito dei lavoratori e presidentessa dell’associazione Sindyanna of Galilee, da anni si batte contro l’Occupazione della Palestina. Spina nel fianco dei movimenti israeliani che lottano per l’alto costo della vita, della casa e contro la disoccupazione. “Non si può lottare per la giustizia sociale nel nostro Paese se non si affronta la questione palestinese”. Eppure in molti del movimento di Occupy Tel Aviv, “non ne vogliono parlare”.

Il partito dei lavoratori Da’am lo fa…
Sì siamo l’unica voce critica che esprime chiaramente questa posizione. E l’abbiamo ribadita anche durante i fatti di Gaza dello scorso novembre: un vero e proprio “esperimento” militare del nostro governo in preludio ad un attacco all’Iran.

Ma in quanti secondo lei in Israele sono contrari all’Occupazione?
Nella società civile molti credono alla soluzione “Due popoli, due Stati”, ma è una questione di leadership. Il governo israeliano e l’Autorità Nazionale Palestinese in fondo giocano allo stesso gioco.

Sindyanna of Galilee, intanto lavora con partner palestinesi…
Grazie al progetto “Fair trade, Fair peace” (di Cospe ndr) la nostra associazione è l’unica che si occupa di commercio equo in Israele e lavora con un partner di Betlemme e con le donne arabe.

Come vede lo scenario politico Mediterraneo?
Finora la primavera araba rappresenta una partita persa per la sinistra: i partiti islamici sono stati fatti trionfare, democraticamente, perché la sinistra e i movimenti sociali non hanno saputo proporre un progetto alternativo e forte. (P.C.)

Babel 3/2012