Cuba viaggia. Con la nuova legge migratoria i cittadini cubani sono liberi di entrare e uscire dall’isola

di Cecilia Rossi Romanelli

L’ha detto chiaramente anche la tv: i cittadini cubani possono viaggiare quando vogliono e dove vogliono! E’ passata poco più di una settimana dall’emanazione della nuova legge migratoria a Cuba lo scorso 16 ottobre: la gazzetta ufficiale su cui è pubblicata è stata riprodotta in milioni di copie e venduta in tutto il Paese. La gente è contenta, curiosa, interessata, a volte euforica. Molti vogliono partire, molti altri vogliono tornare. C’è chi piange, in modo liberatorio, scrivendo dall’Europa e sospirando che finalmente può tornare a vivere a Cuba: l’hanno portata via a 14 anni, ha costruito la sua vita in Europa ma parte di lei è rimasta a Cuba, e finalmente potrà chiedere nuovamente la residenza nel suo Paese d’origine, senza perdere le possibilità che l’Europa le ha offerto. C’è chi solleva le spalle, e dice che non avrà mai soldi per andare da nessuna parte, e quindi buon viaggio per gli altri. La maggior parte dei cubani però ha parenti, o amici, lavoro o soldi da parte, o un invito a partecipare a eventi nel mondo, che consentiranno raccogliere soldi a sufficienza per salire su un aereo, forse per la prima volta nella vita. E così Cuba apre le porte ai suoi cittadini, in entrata e in uscita. Ma cosa cambia davvero? La legge è chiara: per partire basterà un passaporto – tra i 5 tipi previsti – e i soldi del biglietto aereo, oltre ovviamente il visto del Paese di destinazione. Sono 24 i mesi in cui i cittadini cubani possono stare fuori dal proprio paese per motivi personali senza dover rientrare a differenza degli 11 imposti prima, dopo di che in assenza di autorizzazione scatterà per loro lo status di emigrati. Altro grande cambiamento è che si potrà uscire senza carta di invito o “carta blanca”(il permesso di viaggio erogato dallo stato cubano) inoltre anche i minori potranno viaggiare come gli adulti e per richiedere un passaporto basteranno una carta di identità e 100 CUC, inoltre i cubani che sono emigrati però potranno richiedere nuovamente la residenza a Cuba. Le uniche riserve che ancora rimangono riguardano tutti i professionisti che sono ritenuti vitali per lo sviluppo del paese. In tal caso, servirà un permesso speciale del funzionario incaricato nell’istituzione dove lavora il potenziale viaggiatore. La riforma della legge sulla migrazione, forse di ancora maggiore impatto della compravendita delle case, è uno dei grandi risultati del continuo processo di rinnovamento che sta vivendo il paese. E lascia intravedere altri grandi cambiamenti. Intanto nella vita burocratica quotidiana: chissà infatti come si riempiranno gli uffici consolari dei possibili paesi che riceveranno il turismo cubano, per non pensare alla code che si formeranno nell’anagrafe cubana per fare il passaporto, o a quello che accadrà in aeroporto. Adesso poi, come in tutti i paesi non privilegiati, il problema non sarà più l’uscita da Cuba, ma l’entrata negli altri paesi. Per quanto ci riguarda, come COSPE, riusciremo ad invitare i nostri partner alla partecipazione di eventi internazionali avendo la certezza che possano uscire in tempo dal paese e che possano così trasmettere l’esperienza cubana. Del resto, anche noi cooperanti siamo toccati da vicino da questa nuova legge: finalmente non avremo più bisogno di richiedere il visto di uscita dal paese, ma potremo entrare e uscire liberamente per tutta la durata del nostro permesso di soggiorno.

 

Allora Ciao, Cuba.